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trio

Le gemelle - Cap.2 - L'arrivo di Beatrice


di the_extension
02.03.2026    |    1.103    |    6 9.8
"La camera di Beatrice era caotica: vestiti sparsi, poster di band rock, odore di incenso e profumo pesante..."
L’estate milanese era arrivata con un caldo umido e appiccicoso, di quelli che ti fanno sudare anche solo a camminare dal letto al bagno. Luca e Anna stavano insieme da quasi quattro mesi ormai, e la routine si era stabilizzata in modo dolce e prevedibile.
Mattina: caffè insieme al bar sotto casa di lei. Pomeriggio: lezioni o studio in biblioteca, mani intrecciate sotto il tavolo. Sera: cena improvvisata (pasta al pomodoro o pizza surgelata), film sul divano, sesso lento e tenero sul letto di Anna, lei che sussurrava “ti voglio bene” mentre lui le veniva dentro, abbracciati stretti fino al mattino.
Luca si sentiva bene. Anna era esattamente il tipo di ragazza che aveva sempre pensato di volere: dolce, attenta, un po’ insicura ma sincera. A letto era morbida, si apriva piano, gemeva sommessa, arrossiva quando lui le diceva quanto era bella mentre la leccava. Non chiedeva mai cose strane, non lo provocava. Era normale. E a Luca andava bene così.
Fino a quel sabato di luglio.
Anna gli aveva scritto la mattina presto:
“Viene Beatrice oggi! Cena da me stasera? Porta il vino, io faccio la carbonara :)”
Luca rispose con un pollice su e un cuore.
Non ci pensò troppo. Sapeva che Beatrice era la gemella identica, quella “più libera”, quella di Bologna. Anna ne aveva parlato spesso, con un misto di affetto e leggera invidia: “È sempre stata più coraggiosa di me, più intraprendente uscendo con chi vuole”.
Luca aveva riso: “Ma tu sei perfetta così”.
Alle 19:30 arrivò a casa di Anna con due bottiglie di rosso economico e un sorriso.
Anna aprì la porta con il grembiule legato in vita, capelli raccolti in una coda disordinata, guance arrossate dal calore della cucina.
"Sei in anticipo!" la baciò sulla bocca, un bacio veloce ma caldo.
Dalla cucina arrivò una voce familiare ma più rauca, più sfacciata.
"Quindi questo è il famoso Luca."
Luca si girò.
Beatrice era appoggiata allo stipite della porta della cucina, braccia incrociate, canottiera nera aderente che lasciava vedere l’ombelico. Jeans strappati, capelli sciolti identici a quelli di Anna, ma con un sorriso da chi sa di avere il controllo della stanza.
Erano identiche.
Stessi occhi verdi, stessa bocca carnosa, stesso corpo snello ma con curve appena più pronunciate su Beatrice (o forse era solo l’atteggiamento). Ma mentre Anna sembrava una ragazza dolce e riservata, Beatrice sembrava pronta a mangiarti vivo.
"Ciao," disse Luca, cercando di non fissarla troppo. "Piacere."
Beatrice si avvicinò, gli diede due baci sulle guance - uno più lento dell’altro - e gli sfiorò il braccio con la mano.
"Il piacere è mio. Anna parla sempre di te."
Anna rise dalla cucina: "Non darle retta, esagera sempre."
Beatrice sorrise a Luca, occhi fissi nei suoi.
"Io non esagero mai."
La cena fu strana.
Anna chiacchierava serena: università, esami, progetti per l’estate. Beatrice rispondeva con battute pesanti, risate forti, mani che sfioravano Luca “per caso” quando passavano il pane o il vino. Ogni volta che rideva, la canottiera si tendeva sui seni, e Luca non poteva fare a meno di notare quanto fossero identici a quelli di Anna, ma con capezzoli che si vedevano attraverso il tessuto sottile.
Anna non sembrava farci caso. O forse sì, ma non lo dava a vedere.
Dopo cena si spostarono sul divano. Anna mise un film romantico, si accoccolò contro Luca. Beatrice si sedette dall’altra parte, gambe accavallate, bicchiere di vino in mano.
A metà film Anna sbadigliò.
"Sono distrutta, vado a dormire. Tu resta quanto vuoi, ok?"
Baciò Luca sulla bocca, un bacio dolce e lungo. Poi si alzò, diede un bacio sulla guancia a Beatrice e sparì in camera.
Silenzio.
Beatrice spense la tv con il telecomando.
"Allora," disse, girandosi verso Luca. "Finalmente soli."
Luca sentì il cuore accelerare.
"Beatrice, non credo sia il caso."
Lei rise piano, si avvicinò, gli posò una mano sulla coscia.
"Dai, Anna dorme come un sasso. E io sono curiosa."
"Curiosa di cosa?"
Beatrice gli sfiorò il collo con le dita.
"Di sapere se scopi allo stesso modo con me, o se con me sei diverso."
Luca deglutì.
"Non posso. Anna..."
Beatrice gli mise un dito sulle labbra.
"Shh. Non sto chiedendo di sposarmi. Solo un assaggio."
Si chinò e lo baciò.
Il bacio fu diverso da quelli di Anna. Aggressivo, profondo, lingua che invadeva subito. Luca rispose d’istinto, mani che le afferrarono i fianchi. Beatrice gemette nella sua bocca.
Si staccò solo per sussurrare:
"Vieni in camera mia. Anna non si sveglierà."
Luca esitò. Ma il cazzo era già duro nei jeans.
La seguì.
La camera di Beatrice era caotica: vestiti sparsi, poster di band rock, odore di incenso e profumo pesante.
Beatrice chiuse la porta, si tolse la canottiera in un gesto solo. Tette identiche a quelle di Anna, ma capezzoli più scuri, piercing ai capezzoli che brillavano sotto la luce fioca.
"Togliti tutto," ordinò.
Luca obbedì. Jeans via, boxer via. Cazzo duro che puntava verso l’alto.
Beatrice si inginocchiò, lo prese in bocca senza preavviso. Succhiò forte, lingua che roteava sulla cappella, mani sulle palle. Luca gemette.
"Cazzo, Beatrice"
Lei si staccò, sorrise.
"Senti quanto sono brava? Anna non te lo fa così, vero?"
Luca non rispose. Beatrice lo spinse sul letto, si tolse i jeans e le mutandine. Figa identica a quella di Anna, ma depilata completamente, labbra più gonfie, già bagnata.
Si mise a cavalcioni su di lui, guidò il cazzo dentro di sé con un gemito lungo.
"Cazzo, sei grosso!"
Iniziò a cavalcarlo con forza, tette che rimbalzavano, mani sul petto di Luca. Lui le afferrò i fianchi, spinse dal basso.
"Più forte, scopami come non scopi lei."
Luca obbedì. La scopò con ritmo brutale, facendola gemere forte. Beatrice si morse il labbro per non urlare troppo.
"Vieni dentro, riempimi, voglio sentirti."
Luca venne con un grugnito, schizzando dentro di lei, profondo. Beatrice tremò sopra di lui, venne subito dopo, figa che si contraeva intorno al suo cazzo.
Si accasciò sul suo petto, ansimante.
"Non dirle niente," sussurrò. "È il nostro segreto."
Luca chiuse gli occhi.
Sapeva che non sarebbe finita lì.

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